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Titolo Callas IGT Bianco Emilia 2005 Monte delle Vigne
Data 28/6/2007

Callas IGT Bianco Emilia 2005
Monte delle Vigne (Ozzano Taro - PR)

La grande famiglia delle Malvasie, più o meno profumate, si è ambientata in Italia da tanto di quel tempo che ricostruirne l'arrivo è impresa quanto meno ardimentosa. Sicuramente riconoscibili per la loro aromaticità, che si esprime in maniera diversa a seconda del biotipo, dei climi e dei terriori, le Malvasie bianche hanno dato vita non solo a vini dolci e passiti ma anche a vini da pasto che in Emilia e nell'Oltrepò Pavese hanno assunto una veste immediata e beverina, spesso frizzante.

La struttura lieve e gradevole ha senz'altro favorito il successo di questi vini presso il grande pubblico; tuttavia, forse per un certo snobismo verso ciò che è facile da bere, molti altri hanno maturato la convinzione che si tratti di bottiglie minori, non degne di speciale considerazione. Questo punto di vista non convince, anche per essere espressione di una visione monodimesionale e astratta del vino che prescinde dalla comprensione dei territori e delle culture (enogastronomiche, ma non solo) in cui queste bevande sono nate e si sono sviluppate. Basterebbe un solo calice di questi vini accanto ai grandi salumi della zona (Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Coppa Piacentina e tanti altri) per sgombrare il campo da ogni dubbio. Negli ultimi anni alcuni produttori, soprattutto del Piacentino e del Parmense - forse per un certo senso di sfida - hanno realizzato alcune Malvasie di nuova concezione, senza bollicine e di maggior corpo rispetto a quello tradizionalmente proposto. Emblematico esempio di questo stile è la "Callas" della parmense Monte delle Vigne, un vero gioiello in solo acciaio a base di Malvasia di Candia in purezza. Il colore del vino, di un bel giallo paglierino vivace con alcuni riflessi appena verdolini, è davvero invitante; al naso, l'aromaticità emerge in modo quasi "renano" con una nota minerale evidente (netti richiami di idrocarburi), con le tipiche note aromatiche (muschio in primis), le erbe nobili (salvia, mentuccia, erba medica), i fiori bianchi, un tocco di lavanda e poi, cenni di frutta tropicale che la maturità porgerà più evidenti. La bocca è consistente, fresca e giustamente sapida, bilanciata da una non indifferente potenza alcolica (13,5° gradi) e un residuo zuccherino davvero minimale, che non dona dolcezza ma morbidezza, con una lunga scia setosa. Un bel risultato per la famiglia Ferrari, anche se purtroppo la produzione non è ampia (un massimo di 10 mila bottiglie per annata) con una resa per ettaro dichiarata in 85 quintali per ettaro, a dimostrazione che il concetto di "resa bassa" è relativo. I non tanti ma fortunati appassionati potranno trovare "Callas" in enoteca e nei ristoranti (soprattutto emiliani) in una fascia di prezzo compresa tra i 13 euro e i 18 euro. Abbiamo assaggiato il 2006 ed il 2005 e crediamo che, eccellente da subito, questa "Callas"  possa reggere anche un piccolo riposo in cantina (diciamo due o tre anni).
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