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SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
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Titolo Falerio Colli Ascolani Leo Guelfus 06 Sangiovanni |
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Data 4/1/2009 |
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I "Piceni invisibili" costituiscono un singolare caso enologico che da qualche anno fa parlare di sè: un piccolo territorio, piccoli produttori, una grande passione, perizia tecnica coniugata ad una visione nobilmente artigianale della produzione e - per chi conosce un pò di storia del vino - la voglia di riscattare un territorio vocato, ma spesso sfruttato malamente in passato, quasi solo per produzioni da taglio, destinate a rimpolpare le bottiglie della vicina Toscana o di altre zone al di sopra del Po. Una storia che dice tanto anche al nostro Sud. Nel rimandare al sito internet dei Piceni Invisibili (www.piceninvisibili.it) per ogni approfondimento e seguito ai siti di ciascuna azienda, noi ci soffermiamo - al solito! - su un vino non di primo bicchiere (è un 2006) e non il più blasonato dell'Azienda Sangiovanni di Offida (che è il Kiara Offida DOC, Pecorino in purezza), ma sul più semplice Falerio del Colli Ascolani Leo Guelfus dell'Azienda Sangiovanni, un vino tutt'altro che banale, anzi, molto ben fatto.
A base di passerina (30%), pecorino (30%), trebbiano (20%) e verdicchio (20%), questo Falerio - che si giova di un lungo contatto sulle bucce - mostra un colore ancora giallo paglierino con riflessi verdolini e dimostra una consistenza da non sottovalutare. Fragrante l'aspetto olfattivo: una mela fresca e croccante, tante e tante erbe aromatiche: mentuccia, timo e rosmarino in primis, cui poi segue l'anice (siamo in Terra d'Ascoli...); infine note delicatamente marine e salmastre che guadagnano poi in lunghezza. La bocca è segnata all'inizio dalla freschezza che muta subito dopo nella sapidità che emerge e sostiene lo sviluppo di bocca in una bella scia di lunghezza insospettabile. Questa ultima caratteristica, peraltro, rimanda allo stile di territorio, in quanto echeggia le note di molti ottimi bianchi marchigiani dell'utimo decennio. Davvero un piacevolissimo bicchiere, preciso, pulito e non scontato; il prezzo poi è da Guida al Vino Quotidiano e fa da ciliegina sulla torta. Forse la distribuzione e la esigua produzione non consentono un agevole reperimento di questo Falerio, ma se vi dovesse capitare, non mancate l'assaggio su uno spaghetto a vongole in bianco, su un'orata al sale o su un fritto di olive ascolane ripiene.
a cura di Duccio Armenio |
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