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SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
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Titolo Sangiovese di Romagna Sup. Ris. 2003 DOC - Bissoni |
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Data 30/3/2009 |
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Si dice che in Romagna l'unico santo venerato sia il Sangiovese. Un motto che, con un gioco di parole, rimanda a questa Terra da sempre teatro di forti passioni politiche e non sempre benevola verso il Clero che, all'epoca dello Stato Pontificio, imponeva tasse e balzelli di sicuro non graditi alla popolazione. Non si fa quindi alcuna fatica a credere che da quelle parti la gente abbia impiegato ben poco a votarsi a questo vino fermo in bottiglia, quasi un'eccezione rispetto alla restante tradizione regionale che da Ferrara a Piacenza, passando per Modena, Reggio Emilia e Parma, parla di rossi frizzanti, dal Fortana alla famiglia dei Lambruschi fino al più tradizionale Gutturnio della zona piacentina, solo di recente interpretato in versione non vivace. Per molti, il Sangiovese di Romagna resta ancora un vino semplice e non impegnativo, nelle migliori versioni fruttato e fresco e spesso considerato come il fratello minore del Sangiovese Toscano, al quale viene comunemente riconosciuto un carattere più deciso, una struttura più complessa, fondata su una migliore espressione tannica, eleganza e longevità. Non giovano certo al Sangiovese Romagnolo le grandi quantità di produzione e le bottiglie un pò anonime che affollano tanti scaffali dei supermercati della grande distribuzione; una storia questa che ha molti parallelismi con quanto successo nel Mezzogiorno. Ed infatti, anche qui come nel Sud, certi stereotipi non sono agevolmente superati nell'immaginario del consumatore; è oramai da tempo che da questa porzione del Nord Est arrivano invece molti rossi buonissimi, alcuni eccellenti, pieni di carattere e di grinta. Peraltro, anche in Romagna una certa spinta "internazionale" si è affermata negli anni e molte bottiglie DOC, grazie alle previsioni del disciplinare, vedono un saldo di Merlot e Cabernet Sauvignon a dare quel tocco di "polpa modernista" che ancora tanto piace ad una parte non piccola del pubblico e che toglie qualche preoccupazione a chi non si vuole arrischiare a lavorare con il Sangiovese in purezza. Tra i produttori che invece non sono usi a compromessi e lavorano solo con questa varietà autoctona un posto di rilievo spetta a Raffaella Bissoni, piccola e tenace produttrice di Bertinoro, una delle località della zona storicamente più vocate alla viticoltura. Solo Sangiovese, solo vigne e uve di proprietà, un terroir particolarissimo: lo spongone romagnolo, di origine marina. Quello che ci piace di Raffaella è la sua sincera intransigenza e la cura maniacale nella confezione dei vini che affonda la radici - è il caso di dire - in una competenza agronomica ed enologica di prim'ordine; provate ad affrontare con lei una discussione su basi tecniche per rendervene conto. Tutta la linea di produzione - un Albana, un Pagadebit e il Sangiovese; quest'anno l'ottima Cagnina non c'è - si contraddistingue per un carattere pieno e concentrato, poichè la maturazione delle uve è sempre condotta con rigore fino al limite della surmaturazione. Ma attenzione, nessun sintomo di cottura, nessun tono caramelloso o marmellatoso. Per chi volesse averne la riprova, basta assaggiare questo bellissimo 2003, annata torrida che non ha perdonato a tanti anche piccole incertezza. La Riserva Superore Bissoni è un vino dal colore rosso intenso ma non cupo, senza cenni di cedimento, potente nella sua estrazione, sostenuto dall'acidità e da un tannino deciso che fa da supporto ai più tipici riconoscimenti del vitigno: note di fiori rossi, un tocco di viola è una ciliegiona matura e croccante, estremamente persistente e con una chiusura quasi austera. A chi potrebbe osservare una certa esasperazione rispetto ad altre interpretazioni non si può che ribattere che questo vino non manca certo di personalità e di autenticità; nessun dubbio che qui non ci sono ammiccamenti a stili esterofili, come conferma anche un legno opportunamente calibrato. Un Sangiovese, quindi, che rincorre un suo proprio stile originale e che, grazie ad una ottima esecuzione tecnica, strappa sinceri complimenti e merita un posto d'onore nel panorama enologico romagnolo (e non solo). Da gustare con le migliori tagliatelle al ragù che potrete assaggiare tra le provincie di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. a cura di Duccio Armenio |
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