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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
  OSTERIE D’ITALIA 2011
Autore: Paola Gho
Pagine: 916
Edizione: 2011
 
   
  SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
 
Titolo Campoleone 1998 Umbria IGT Lamborghini
Data 30/1/2007

Avete letto bene: Lamborghini. L'azienda umbra è di proprietà di Patrizia, figlia del mitico Ferruccio; questo è il suo vino più prestigioso, un taglio di sangiovese e merlot in parti uguali.
L'abbiamo stappato insieme - ma non in comparazione - con il "Gallico" di Rubino (cfr sezione "Degustato x Voi Puglia"); pur se i due vini non sono ovviamente confrontabili (uvaggio, territori, annata) talune somiglianze (prime produzioni di due aziende all'epoca emergenti, medesimo consulente enologico) sono state motivo di curiosità. Recensiti sull'edizione 2002 della Guida Gamberosso Slowfood, entrambi i vini conquistarono due bicchieri, ma il rosso pugliese passò anche alle finali per il massimo riconoscimento.
Il "sangiomerlot" dell'azienda di Panicale si mostra in piena forma a partire dalla densità del colore e dalla bella consistenza. Anche il naso parla di un vino vivo, nel quale la forza del sangiovese ha la meglio sulla finezza del merlot; all'assaggio è dritto e diretto, forse non amplissimo ma senz'altro potente, intenso, di corpo consistente e di pregevole lunghezza. Nella piena corrispondenza tra olfatto e gusto il Campoleone si esprime composto con note di confettura di ciliegia, liquirizia e tracce di cacao tostato; la fitta trama tannica è ancora ben presente per un vino di 8 anni. Lo stile ricorda alcuni Supertuscans ed il riferimento ci appare appropriato, anche per l'uvaggio, l'apporto della barrique e la vicinanza geografica.
Probabilmente i pici (spaghettoni tradizionali dell'Umbria) con ragù di cinghiale sarebbero degno partner per questo ottimo rosso del Centro Italia.

P.S. Visto l'assaggio in contemporanea di cui abbiamo raccontato, qualcuno potrà chiedersi se, in un'ipotetica gara, abbia prevalso il "Gallico" o il "Campoleone".
Ribadiamo la premessa: questi due vini - entrambi di bellissima fattura - non sono comparabili e volerli confrontare costituirebbe un grave errore di metodo. Resta il gusto, ma è un elemento personale e soggettivo. Un aspetto, però, possiamo precisarlo. Abbiamo verificato il costo medio segnalato dalla stampa specializzata e praticato nelle enoteche per le ultime annate (per l'azienda Rubino ci siamo riferiti al gemello "Jaddico"): quello del vino umbro è di gran lunga più elevato. Poiché i numeri non sono opinabili, lasciamo a Voi trarre le conclusioni sul rapporto qualità/prezzo dei campioni testati.
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