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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
  Guida Osterie d’Italia
Autore: Paola Gho
Pagine: 912
Edizione: 2010
 
   
  IL BUON PAESE
Autore: Daniela Battaglio e Sebastiano Sardo
Pagine: 848
Edizione: 2010
 
Titolo Panoramica sulla Malvasia Bianca
Data 4/11/2009

Nella nouvelle vague cha ha interessato i vini bianchi pugliesi, la Malvasia Bianca si è oramai ritagliata uno spazio tutto suo. Grazie al lavoro di un buon numero di aziende questa varietà, diffusa in tutta la regione ma che soprattutto nel Salento ha trovato un suo territorio di elezione e conquistato maggiore attenzione, sta pian piano affrancandosi dal ruolo di “vitigno minore" che certa enologia le aveva assegnato. Le caratteristiche organolettiche riconosciute a questa cultivar raccontano di espressioni olfattive delicate, che oscillano tra i toni floreali e appena fruttati, cenni di erbe aromatiche e note ammandorlate, ma soprattutto di una più decisa presenza all'assaggio, ove il corpo, l'attitudine ad una buona acidità e soprattutto le note sapide e minerali riescono ad emergere in maniera nitida; forse queste ultime caratteristiche ne hanno determinato, ieri come oggi, il frequente utilizzo in taglio con lo chardonnay, che nei nostri territori sa esprimere tutta la sua fruttuosità in chiave mediterranea. 


Dopo diversi anni dalle prime produzioni in purezza, abbiamo deciso di fare un test alla cieca per verificare, in maniera comparativa, quello che l'assaggio avrebbe proposto. La selezione dei vini è stata effettuata in maniera per quanto possibile estesa ed ha mimato le possibilità di acquisto del consumatore medio: infatti, tutte le bottiglie sono state acquistate in enoteca o nella grande distribuzione, con l'eccezione di un solo campione (si è trattato di una bottiglia ancora intatta residuata dalle precedenti periodiche degustazioni). Per onestà soggiungiamo che, come sempre e a tutti succede in questi casi, non siamo riusciti a reperire l'intera gamma di vini che avremmo voluto esaminare, anche se le assenze, fortunatamente, sono limitate a pochi esemplari. Siamo sicuri che, in futuro, avremo modo di trattare anche di queste produzioni ora involontariamente non esaminate. Accanto alle Malvasie in purezza, abbiamo anche assaggiato alcuni blend in cui il nostro vitigno è stato abbinato in percentuali significative ad altre uve, sia locali che internazionali; ovviamente, la degustazione è avvenuta in una fase separata ed anche il nostro resoconto segue questa impostazione. I punteggi sono stati assegnati attenendosi alla scala di giudizio – da 1 a 5 stelle - riportata in calce; tuttavia, la votazione attribuita alle malvasie non in purezza non è immediatamente comparabile a quella attribuita agli altri vini assaggiati e ha cercato di cogliere, per quanto possibile, l'espressione della Malvasia calata nell'insieme della miscela e nel territorio di riferimento. 


Al di là dei risultati, che possono ovviamente aver risentito anche della disomogeneità delle annate disponibili (cosa questa che conserva però molti spunti interessanti), sono emersi sicuramente due elementi di grande apprezzamento: il primo è la qualità media espressa, sempre molto buona se non ottima in alcuni casi; nessun vino è stato scartato per punteggio insufficiente e il punteggio minimo assegnato è stato pari ad almeno 2 stelle, superate con larghezza da tutti i campioni a testimonianza del buon lavoro svolto dalle aziende vinicole. Insomma, ancora una riprova di come si possa coniugare, anche in una zona calda come la nostra regione, la territorialità con l'espressione del vitigno autoctono, assieme ad una confezione tecnica di pregio. Il secondo aspetto riguarda il prezzo: al dettaglio tutti i vini si collocano nella fascia di “prezzo quotidiano", cioè entro i 10 euro a bottiglia, con poche eccezioni; peraltro, anche per i vini più cari la situazione è variegata perché il prezzo – che comunque non supera mai i 12 euro – oscilla a seconda del punto vendita. Insomma, ci sono tante occasioni per stappare vini buonissimi a prezzo ragionevole e, soprattutto, provenienti dal nostro territorio. I consumatori, i ristoratori e gli enotecari locali più attenti se ne stanno accorgendo.   


 
Malvasie in Purezza 

 
4 Stelle Malvasia Bianca Salento IGT Giancola 2007 – Tenute Rubino


 
Il portabandiera dei vini bianchi di casa Rubino si afferma come la bottiglia di maggiore personalità della categoria. Note sapido minerali (ha anche nobili cenni da idrocarburi, quasi da riesling!), erbe aromatiche unite a frutta esotica di piena maturità (melone, mango, kiwi). Il corpo è di grassezza mediterranea sostenuto da un'acidità più che adeguata, la lunga scia finale porta una persistenza potente, con ritorni fruttati e sapidi. Un vino di classe decisamente superiore. 


 
3 Stelle Malvasia Bianca Salento IGT 2008 - Paolo Leo


La bella qualità dei vini di Paolo Leo non è certo una novità e questa Malvasia ne è l'ennesima conferma. Il vino è fresco e pulito: il naso è delicato ma porge comunque una buona intensità, con note di pesca bianca, erbe aromatiche e ricordi dell'uva fresca da cui è tratto. Molto fresco e sapido, quasi  saporito, ha una sorprendente intensità e persistenza, molto più che adeguate al corpo che resta agile e vivace. Un vero e proprio outsider dal prezzo decisamente invitante, tra i più bassi dell'intero campionario esaminato.
 


 
3 Stelle Malvasia Bianca Salento IGT 2008 - Conti Zecca


 Da Leverano e dalle mani del bravo enologo Antonio Romano arriva un'interpretazione di taglio classico di questo vitigno. Al naso, connotato dalla mandorla dolce e delicatamente aromatico, segue una bocca consistente e fruttata (pesca e melone bianco), sostenuta dalla freschezza e da una bella e lunga scia sapida. Una Malvasia mediterranea, già perfettamente godibile, molto in linea con caratteri solari ma senza cedimenti a toni di eccessiva maturità. 

 
   2 Stelle Malvasia Bianca Salento IGT 2008 Donna Marzia – Conti Zecca

 
Ricalca in parte lo stile dell'altro vino aziendale, cui tuttavia paga un'espressività olfattiva meno accentuata, ma sempre pulita e composta. La bocca è di giusta consistenza, con un ingresso dolce e ben fruttato, cui segue la sapidità e una chiusura appena amara. Una Malvasia tipica e beverina, di buona fattura. 

 
2 Stelle Malvasia Bianca Salento IGT 2008 Pinea - Botrugno

L'interpretazione della Malvasia di Sergio Botrugno è molto originale e "sente" la vegetazione prossima ai vigneti. Il naso esprime cenni balsamici e sembra davvero di essere in pineta:  non a caso emerge all'olfatto una nota di pinolo tostato, assieme a cenni di erbe aromatiche. La  bocca, asciutta e di buona consistenza, è in equilibrio tra  sapidità e calore mediterraneo. Sfiora la terza stella, un po' di affinamento in bottiglia le gioverà senz'altro.


 
Non Classificato Malvasia Bianca Salento IGT Donna Lisa 2008 – Leone De Castris


 Al momento dell'assaggio era disponibile solo un  campione proveniente da una precedente degustazione; si tratta pertanto di una “prova di cantina", ancora in fase di assestamento. Il vino è fermentato in barrique sulle fecce nobili e lo stato evolutivo provvisorio che abbiamo potuto tesare lascia intravedere un vino interessante, di impronta corposa e stile giocato sulla piena maturità del frutto, che probabilmente meriterà un altro piccolo riposo in bottiglia anche dopo la commercializzazione anche per far assorbire l'impronta del legno (si tratta dell'unico vino esaminato che sostiene questa lavorazione).
 


Malvasie Non in Purezza


 3 stelle Gravina DOC 2008 - Botromagno


 Un territorio carsico come quello di Gravina lascia il segno. La mineralità si afferma all'olfatto, seguita dalle erbe aromatiche; all'assaggio la bocca è decisamente molto asciutta e quasi nervosa, con le componenti acide in evidenza e il ritorno della caratteristica mineralità che ha reso famoso questo vino dal carattere freddo, ma perfettamente riuscito e assolutamente tipico. Il Greco (60%), che su questo terroir si può esprimere con tutta la sua forza, trova nella Malvasia (40%) un partner più morbido, che ne smussa i toni altrimenti troppo aggressivi.  

 
3 Stelle Salento IGT Bianco 2008 Metiusco – Palamà


All'olfatto il vino porge una bella espressione fruttata, con cenni agrumati e di cumino. All'assaggio l'ingresso in bocca è fresco e ripropone la nota di frutto percepita al naso, ma la Malvasia riconquista subito la scena con la sua  sapidità che non impedisce – anzi! – un risultato di buona  grassezza ed equilibrio. Gran bella prova per questa miscela paritaria di Verdeca e Malvasia e per Ninì Palamà, che ogni anno riesce a sfornare vini sempre più a fuoco.
 

    2 Stelle Gioia del Colle DOC 2008 Paglione – Tenuta Viglione


 Dalle Murge e dalla sua speciale situazione pedoclimatica arriva un originale miscela di Trebbiano (50%), Malvasia (40%) e Falangina (10%). Il vino ha toni olfattivi verdi, con erba tagliata, cenni di salvia e un netto tocco di agrumi amari, soprattutto chinotto. La bocca replica i riconoscimenti olfattivi, sostenuta da una bel mix acido-sapido. Non amplissimo, ma dritto e deciso, questo Paglione è senz'altro un bel vino che conquista due stelle piene per la sua singolare espressione, in cui il terroir - sostenuto forse anche da una vendemmia un po' precoce - la fa da padrone sugli aspetti varietali.

  

2 Stelle
Salento Bianco IGT 2008 Santi Medici – Castel di Salve

 Un vino di impronta tipica e piacevole, forse non molto espressivo al naso, ma morbido al gusto e con la nota sapida della Malvasia che si avverte soprattutto nel pieno dell'assaggio e nel fin di bocca. Verdeca 60%, Malvasia 40%. Semplice e beverino, questo Santi Medici guarda molto più alla tradizione che a stili moderni. 

 
2 Stelle Salento Bianco IGT 2008 - Vinosia

 
Una bottiglia il cui stile sembra più rispecchiare la mano enologica dei fratelli Ercolino, improntata da sempre a morbidezza e rotondità piuttosto che alla focalizzazione di aspetti più squisitamente varietali. L'aspetto olfattivo richiama toni di grande fruttuosità, forse anche eccessiva per la tipicità del vitigno che risulta invece più riconoscibile in bocca con una impronta franca e sapida. Apprendiamo dall'etichetta che si tratta di un blend - forse paritario - di Malvasia di Novoli (località del Leccese da cui evidentemente proviene) e di Candia e che il vino è imbottigliato in Campania. 

 
    2 Stelle Tenuta Partemio 2008 – Lomazzi e Sarli
 


La grande cantina di Latiano si è lanciata recentemente in questa nuova e interessante miscela di Fiano e Malvasia bianca, probabilmente con l'intento di conferire la pienezza aromatica del primo e sfruttare la verve sapida della seconda. Il naso è ricco, con toni di frutta esotica e note intense di nocciola tostata; la bocca calda e grassa, più intensa all'impatto che persistente. Sfiora le 3 stelle per la bella esecuzione e per un debutto da giudicare positivamente; tuttavia le caratteristiche del vino evidenziano una netta prevalenza della componente Fiano a scapito della Malvasia, come pure lasciano pensare gli assaggi di altri Fiano in purezza prodotti nel brindisino. 


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Punteggi
  1 Stella Vino pulito, semplice e piacevole che esprime senza sbavature i profili della tipologia cui appartiene. Se il prezzo non supera i 6/7 euro, è una scelta conveniente per il buon bere quotidiano. Punteggio 70-74 centesimi   2 Stelle Buon vino, superiore alla media, che esprime, oltre ad una ineccepibile esecuzione, chiari elementi di pregio e di personalità propri. L'acquisto assicura soddisfazione e il prezzo di norma non supera i 10 euro. Punteggio 75-79 centesimi   3 Stelle Vino molto buono, che ha una propria personalità definita. E' tra i più riusciti esempi della categoria di appartenenza, si distingue a livello regionale. Se il costo è entro i 10 euro, il rapporto qualità prezzo è decisamente vincente. Punteggio 80-84 centesimi   4 Stelle Vino ottimo, di grande personalità. Tipico del vitigno e del territorio, non ha problemi ha  confrontarsi - per complessità, struttura ed espressione - con i migliori prodotti di altre categorie a livello nazionale. Il prezzo, nella maggior parte dei casi, comincia ad alzarsi ben oltre la soglia dei 10 euro. Punteggio 85-90 centesimi.   5 Stelle Un vino eccellente, degno di ben figurare anche nel panorama internazionale. La struttura, talvolta la necessità di affinamento e quasi sempre il costo può renderlo molto impegnativo. Punteggio dai 91 centesimi in su.  


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Degustazione a cura di Duccio Armenio, Adriano Anglani e Giuseppe Galeone. Si ringrazia per l'ospitalità l'Osteria Ristorante “Il Castelletto" di Carovigno (BR) – segnalata su “Osteria d'Italia 2010" ed. Slow Food

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