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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
  OSTERIE D’ITALIA 2011
Autore: Paola Gho
Pagine: 916
Edizione: 2011
 
   
  SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
 
Titolo Castel del Monte Parco Marano 2004 Az.Agr. Ceci
Data 12/4/2007


Castel del Monte è senz'altro la DOC più nota del centro Puglia ed il suo nome non può che evocare lo splendido quanto enigmatico castello federiciano. Per chi percorre la strada provenendo da Bari questo magnifico edificio appare quasi come un'astronave che sia atterrata dolcemente su una collina dalla quale si gode la splendida vista di quest'area dell'entroterra barese. Ci fa piacere constatare come, assime alla bellezza della vista, si sia allargato con successo il panorama dei produttori di qualità che hanno affiancato le prestigiose Case vinicole autrici - ieri come oggi - della storia di questa denominazione. In questo scenario, diversi produttori stanno proponendo vini a base di Nero di Troia in purezza, in affiancamento ai più tradizionali tagli con altri vitigni, soprattutto Montepulciano.  Probabilmente la ricerca si affinerà ancora; i primi "monovitigno" prodotti in quest'area evidenziavano sovente note che rimandavano a un frutto compositivo non pienamente maturo, forse segno di annate non particolarmente felici come anche di chiara sperimentazione. Tuttavia i risulati positivi si stanno cominciando a cogliere e il Parco Marano 2004 di Gianfranco Ceci da Andria si iscrive di buon diritto nel novero dei vini più riusciti di questa categoria. Proveviente da coltivazioni biologiche, il vino si preannuncia con un colore cupo e fitto, impenetrabile, con riflessi ancora giovani di un violaceo intenso; il movimento nel bicchiere parla di un corpo pieno. Di buona intensità e finezza il naso che, dopo alcuni riconoscimenti floreali (la viola, dopo la vista, anche all'olfatto!),  si propone in questa fase con  gradevolissimi sentori  di piccoli frutti neri che si colgono apertamente - la mora sopra tutti - accompagnati dalle note balsamiche apportate dal legno piccolo. Anche la bocca ci parla di un vino giovane, con una trama tannica gradevole, una base acida ben espressa in un contesto carnoso e morbido che replica i riconoscimenti olfattivi; tuttavia non siamo nel campo dei vini piacioni e modernisti, ma in quello dei vini la cui bella lunghezza parla di un carattere elegante e di una struttura equilibrata. Piacerà senz'altro sulle tradizionali braciole al sugo, ma le possibilità di abbinamento sono davvero aperte, tra primi conditi e saporiti fino alle carni in pentola. Ne abbiamo fatto una piccola scorta per i prossimi anni. Seguirlo nell'evoluzione sarà un vero piacere.
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