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Titolo IGT Puglia Bianco 2005 Le Fossette - Longo
Data 13/5/2007

Puglia IGT Bianco 2005 Le Fossette – Alberto Longo

Fino a non molti anni fa le aziende che producevano vini di qualità nel Foggiano erano davvero poche; lo sviluppo di questi ultimi anni, pertanto, se può sorprendere, non può che spiegarsi con la volontà e gli sforzi di chi ha voluto credere che in questa zona la sfida della qualità potesse essere vinta. La prova è stata poi ancora più impegnativa per coloro che hanno creduto nella possibilità di dar vita a vini bianchi ben fatti e piacevoli, soprattutto per le caratteristiche della piana del Tavoliere. Ebbene, uno dei nuovi vini più convincenti della categoria è proprio questo "Le Fossette" di Alberto Longo, una Falanghina in purezza che sembra fatta per smentire quello che si legge su tanti manuali di degustazione e cioè che in una pianura calda il vino non può raggiungere risultati di rilievo, men che meno per il bianco. Ed invece, pur se i vigneti sono collocati ad un'altitudine modesta (tra i 75 ed i 175 metri sul livello del mare, nelle vicinanze di Lucera) il particolare microlicma di queste zone di produzione si giova di escursioni termiche tra il giorno e la notte che consentono di raccogliere le uve ben mature a inizio ottobre e di trarre un vino che riesce ad esprimere con franchezza le caratteristiche calcareo-argillose del terreno. La scelta del vitigno, una dei più diffusi nella non lontana Campania, sembra aver dato ragione al produttore. Nonostante sia stato già presentato il 2006, da noi assaggiato ma ritenuto meritevole di un altro piccolo periodo di affinamento, abbiamo concentrato la nostra attenzione sul 2005 e siamo convinti che un po' di riposo abbia giovato. Il colore cristallino di un giallo pieno ma con ancora sfumature appena verdognole e la rotazione nel bicchiere esprimono subito una bella consistenza; al naso, l'impatto è di buona intensità e complessità e richiama sentori di erbe aromatiche (cenni di rosmarino, salvia e timo freschi), frutta esotica matura (mango, ananas e pompelmo), eleganti cenni minerali che man mano si delineano con più incisività. La bocca è ancor più convincente: piena senza cedimenti, morbida, di buona lunghezza e ben bilanciata, da un lato, tra una carica alcolica non trascurabile (siamo sui 13 gradi) e, dall'altro, un equilibrato apporto di sapidità - prevalente - e freschezza, comunque ottimamente dosata. Un ottimo bianco di impronta sudista e mediterranea, ben articolato e contemporaneamente facile da bere, ad un prezzo al pubblico non di "prima fascia", ma senz'altro abbordabile. Davvero eclettico: lo vedremmo ben collocato in un wine bar per un aperitivo "nobile", ma ovviamente anche a tavola, pronto a reggere l'impatto delle verdure in preparazioni ricche (sformati, fritture, risotti), primi di mare, pesce bianco e crostacei, anche in salsa.
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