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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
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Edizione: 2011
 
Titolo IO 2006 Negroamaro Salento IGT - Gianfranco Fino
Data 25/10/2007


Qualche mese fa, nell'articolo "Alcune riflessioni sul Primitivo" (reperibile nella sezione "Archivio" di questa rubrica) abbiamo raccontato come sia apparsa, negli ultimi anni, una nuova corrente di produttori - da noi battezzati "Neoclassici" - che rappresentano oggi la terza via nell'interpretazione di questo vitigno, accanto ai Tradizionalisti ed agli Innovatori. Scrivendo quel pezzo pensavamo, tra gli altri, a Gianfranco Fino. Questo vignaiolo - piccolo per le quantità prodotte ma grande per l'impegno e la passione profusa -  lavora già da qualche tempo al suo personale progetto che ha dato vita all' "ES", un vino che di buon diritto si può iscrivere tra le bottiglie più significative dell'intero comprensorio. Poiché Gianfranco - sostenuto dall'entusiasmo della moglie Simona - coltiva con tenacia non solo la sua vigna ma anche i suoi  sogni, il progetto originario si sta ora ampliando. Oltre ad una nuova iniziativa imprenditoriale (già molto ben orientata, visti gli assaggi che ci ha concesso in anteprima),   il giovane vigneron si è messo in testa - lui, un Tarantino - di fare un grande negroamaro, ovviamente nel suo stile: potenza, lunghezza, concentrazione, integrità, selezione esasperata ma anche personalissima eleganza. Una provocazione? A sentire i Signori Fino, sembrerebbe di no: la bottiglia  si chiama "IO" a richiamare l'appellativo di "Ionico" con il quale anticamente taluni chiamavano questo vitigno da sempre principe del Salento leccese e brindisino. Cosa è venuto fuori? Un vino senz'altro diverso, molto originale e - secondo noi - di eccellente fattura. L'impostazione si avverte già nel colore rubino cupo, pieno e senza cedimenti; il naso fruttato - di estremamente pulizia  e bella profondità - dichiara integralmente la mano del produttore, con i riconoscimenti di fiori secchi, piccoli frutti freschi rossi e neri (c'è l'imbarazzo della scelta, tra amarena, lampone e mora), ma anche prugna matura) ed un tocco appena balsamico. La bocca è bellissima: il vino ha un ottimo bilanciamento strutturale, assieme a pienezza, carnosità e una durata che fa a gara con il già affermato Primitivo "ES". Insomma, questo "IO" conquista meritatamente complimenti a scena aperta.  Una prova del genere non può che incoraggiare Gianfranco e Simona: sono oramai troppi i segnali che confermano la loro azienda come una delle realtà emergenti nel panorama enologico pugliese non solo per spessore tecnico, ma anche per piacevolezza di beva. Auguri.
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