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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
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Pagine: 916
Edizione: 2011
 
   
  SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
 
Titolo Locorotondo 2006 DOC Antico - I Pastini
Data 17/1/2008


La DOC Locorotondo è senza dubbio la denominazione di origine maggiormente conosciuta in regione e fuori tra i vini bianchi  di Puglia. La fama del vino, un uvaggio di varietà locali (Verdeca, Bianco d'Alessano, Bombino bianco e altre) è cresciuta soprattutto quando, con lo sviluppo della grande distribuzione commerciale, le bottiglie etichettate di questo vino della Valle d'Itria - prodotte per lo più dalla omonima Cantina Sociale - cominciarono a riempire gli scaffali dei negozi di tutta Italia. In linea con la cultura del bere di quel periodo, il Locorotondo presentava ai consumatori un profilo semplice e beverino, senza pretese. Insomma, un vino di largo consumo per il bere quotidiano. Le masse di vino che i produttori non riuscivano a collocare nella DOC partivano in cisterne per tagliare vini del nord oppure per fornire la base per i vermouth ed altri aperitivi.

Quando lo sviluppo enologico che ha percorso lo Stivale ha cominciato a marciare velocemente, il nostro "bianco"  ha inizialmente perso un po' di smalto, restando attaccato ad un profilo qualitativo senza pretese. Successivamente sono finalmente apparse bottiglie che hanno messo meglio a fuoco le reali e positive opportunità che la Valle d'Itria poteva offrire per produrre qualità,  grazie a un tris di elementi (biodiversità delle cultivar locali, natura dei suoli, situazione climatica) qui particolarmente vocati per le produzioni "bianchiste". Non è un caso, quindi, se tra i migliori vini prodotti in zona spiccano oggi quelli in cui si avverte la mano di Lino Carparelli, memoria storica della viticoltura della Puglia Centrale e profondo conoscitore di questo terroir. Dopo le passate collaborazioni con alcune Cantine sociali del Barese e quella - tuttora in essere - con Torrevento, Lino ha intrapreso da qualche anno un percorso del tutto personale, non privo di difficoltà e impegni, volto al recupero ed alla valorizzazione  di varietà autoctone,  alcune delle quali in via di abbandono o non adeguatamente tutelate. I buoni risultati si vedono in maniera chiara e ci fa piacere occuparcene per dare spazio non tanto ai tre vini in purezza (il Verdeca Faraone, il Cupa Bianco d'Alessano e il Fiano Minutolo  Vigna Rampone) che hanno già conquistato alcuni premi e l'attenzione del pubblico, ma proprio al Locorotondo Antico, annata 2006. Il vino è molto interessane sin dalla vista, con una veste brillante e un colore che mostra evidenti riflessi verdognoli; alla rotazione nel bicchiere rivela una buona consistenza. Il naso, di grande franchezza e piacevolezza, mostra toni vegetali nobili con timbri di erbe aromatiche (salvia, rosmarino), fiori d'arancio, toni di mandorla fresca e cenni agrumati (un tocco di mandarino dolce). Molto bella la bocca; equilibrata, molto sapida e giustamente fresca, con uno sviluppo coerente dall'ingresso fino alla fine e una lunghezza che si distende in avanti senza cedimenti. Un vino tecnicamente pregevole e dal profilo elegante, facile da bere senza essere banale, ora probabilmente all'apice della sua potenzialità espressiva. Prezzo centrato, alla portata di tutti senza problemi. Dagli antipasti ai primi ed ai secondi con verdure e pesce, ma anche in un aperitivo con crostate salate, frittate e frittelle, senza tralasciare i latticini, questo "Antico" saprà dimostrarvi non solo la grande e ben nota perizia di Lino Carparelli - che ancora una volta colpisce ancora -  ma anche il livello assai soddisfacente che i Bianchi della Valle d'Itria oggi possono offrire.
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