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SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
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Titolo Primitivo di Puglia IGT 2004 - Cristiano Guttarolo |
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Data 16/3/2008 |
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Una vecchia disputa di campanile - speriamo superata - opponeva il Primitivo di Gioia del Colle a quello di Manduria. Al di là di aspetti storici - oramai accertati - che vedono l'arrivo del Primitivo prima nel Barese e poi nel Tarantino, è chiaro che quello che è avvenuto nel tempo ha portato a distinguere bene il carattere dei due vini, non solo per ovvi motivi legati alla diversità di territorio e di clima, ma anche e soprattutto nello stile interpretativo. Peraltro, il comprensorio di Manduria si è storicamente connotato per la forza delle sue compagini cooperative e delle aziende famigliari di lunga tradizione che hanno avuto un peso non indifferente nell'accrescerne la notorietà. La situazione a Gioia, che pure può contare su alcune aziende locali di pregio, è stata storicamente meno dinamica; più recentemente, però, si sono moltiplicati taluni segnali di nuovo impuso che non possono che essere salutati con favore e interesse. In questo scenario, con promessa di tornare ancora a raccontare altri vini di questo comprensorio, volevamo dedicare qualche parola lusinghiera e ben meritata su Cristiano Guttarolo e sul suo bel Primitivo 2004 che avevamo assaggiato all'uscita un paio di anni fa ma che ora, alla prova del tempo, non delude ed anzi esprime una forma davvero soddisfacente. L'esame del vino parla di un colore rubino fitto e con riflessi ancora giovani; dopo avere preso un po' d'aria, l'olfatto si apre in maniera molto intensa, ampia e fragrante con il classico mix speziato fruttato: cannella, chiodo di garofano, composta di amarene, prugna (con sfumature cha vanno dalla frutta fresca stramatura a quella secca), e poi tocchi karkadè e fiori rossi appassiti, il tutto in una cornice di bellissima pulizia ed integrità. La bocca è in stile "Gioia", quindi giocata più su un'eleganza asciutta che sulla massa, ma il corpo del vino c'è tutto e l'assaggio replica i riconoscimenti del naso in una struttura pienamente equilibrata, con tannini morbidi, calore alcolico ben governato ed un'eccellente freschezza. Nel finale, di sorprendente lunghezza, spicca una netta scia di succo di radice di liquirizia. Solo acciaio. Buonissimo, davvero: ineccepibile nella fattura e anche molto divertente. Viste le belle premesse, un fervido augurio "ad maiora" a Cristiano Guttarolo e a Gioia del Colle. |
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