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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
  OSTERIE D’ITALIA 2011
Autore: Paola Gho
Pagine: 916
Edizione: 2011
 
   
  SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
 
Titolo Castel del Monte Rosso DOC 2004 Tenute Cocevola
Data 2/6/2008


Ai piedi di Castel del Monte si trova Tenuta Cocevola, l'azienda di proprietà della signora Maria Marmo. Si tratta di una realtà veramente giovanissima: meno di 10 anni in tutto per un'iniziativa nata alla fine degli anni '90 che ha puntato quasi esclusivamente su due cultivar locali - Coratina per l'extravergine di oliva e Uva di Troia per la vinificazione - per confezionari i propri prodotti. Solo 8 gli ettari vitati, che danno vita a due rossi e un rosato: ancora limitato il numero di bottiglie, ancora inferiore - secondo i dati aziendali - alle 40.000 unità. I cospicui investimenti e una consulenza enologica di livello come quella di Luigi Moio hanno portato alla ribalta Tenuta Cocevola quasi subito, sin dalle prime uscite. Il prodotto di punta, il buonissimo Vandalo, è man mano cresciuto: nei primi anni il carattere ancora sperimentale aveva evidenziato note molto positive, seppure l'apporto del legno ci era sembrato un po' sproporzionato, ma questo è ben comprensibile per bottiglie ancora esordienti e raccolti che avevano scontato andamenti climatici anomali come il torrido 2003. Nel volgere di pochissimo tempo, a riprova dell'attento lavoro effettuato, tutto è stato messo più a fuoco e il Vandalo, già molto buono, è diventato eccellente. Purtroppo - se così si può dire - la visibilità conquistata dal vino "bandiera" ha messo in secondo piano il Rosso Cocevola, di cui vogliamo ora parlare, che ha "sofferto" la vicinanza di un così imponente fratello maggiore. A questa bella bottiglia l'appellativo di "secondo vino" va un po' stretto, tanto più che questo 2004 - più volte degustato nel tempo mentre è già sul mercato da un po' anche il 2005 - ha sempre superato in maniera convincente la prova dell'assaggio. Alla vista si presenta con tonalità rubino che cominciano a virare verso il granato, di bella vivacità e fittezza. Il profilo olfattivo è davvero interessante: pulito e ben articolato, con note nette di fiori (viola su tutti) e tanti frutti rossi e neri freschi (si spazia tra lampone, mora e mirtillo) che arrivano senza sforzo al naso e permangono con buona persistenza. Seguono le note ben giocate ed integrate delle spezie dolci (chiodo di garofano, caffè dolce, cenni di cioccolato) che testimoniano un felice passaggio in barrique, indicato dal produttore tra i 6 e i 9 mesi.  La bocca è piena e calda, replica i riconoscimenti del naso ed è sostenuta da un'adeguata freschezza ed un tannino varietale evidente, deciso ma non sgarbato. Buona la lunghezza, nella quale torna la scia floreale e fruttata. Un bel bicchiere, davvero, a completamento di una gamma che comprende anche un gradevole rosato ed un sauvignon decisamente originale. Una bottiglia versatile, che a tavola può anche sbilanciarsi su qualche piatto importante. Il prezzo non è esattamente "popolare" per un vino di base: ci è capitato di vederlo anche sui 15 euro al dettaglio, a testimonianza dell'elevato segmento di mercato cui questo "Rosso Cocevola" ambisce.  Completa un quadro ben riuscito anche un vetro importante ed un'etichetta sobria ed elegante. Se poi avrete voglia di gustarne un calice nel bellissimo resort annesso alla tenuta agricola, il vino vi sembrerà ancora più buono.
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