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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
  OSTERIE D’ITALIA 2011
Autore: Paola Gho
Pagine: 916
Edizione: 2011
 
   
  SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
 
Titolo Gioia del Colle Primitivo DOC 2005 Polvanera
Data 5/2/2009

Seguiamo con molta attenzione sin dall'uscita delle prime bottiglie il lavoro dell'Azienda Polvanera, la cui anima è Filippo Cassano. Già impegnato nella produzione e distribuzione ortofrutticola, Filippo ha rispolverato qualche anno fa il diploma di enologo e con il suo stile (modi gentili, poche parole e tanto lavoro) si è messo a coltivare antiche vigne e vecchi sogni. Oltre al Vendemiatrix (un vero prototipo: spumante rosè a base di Primitivo nella versione secca e demisec nato quasi per scherzoso e audace gemellaggio con l'azienda materana Dragone), ci  colpì lo Zaniah 2005, un Primitivo IGT tratto da un vigneto di 60 anni in contrada Marchesana ad Acquaviva delle Fonti. Pensammo bene di presentarlo al Salone del Gusto 2006: il vino fece bella figura a tavola, in abbinamento ai primi piatti che gli chef  delle Osterie Chiocciolate avevano preparato nella giornata dedicata alla provincia di Bari. Lo assaggiarono molti ospiti del nostro stand – alcuni anche illustri - che rimasero favorevolmente sorpresi da questa novità in bottiglia. Ecco perché un anno dopo, quando a fine 2007 la Guida Veronelli si accorse del lavoro di Polvanera premiando con un Sole il suo “Primitivo 17°" siamo stati contentissimi, ma meno stupiti di tanti altri. Nel frattempo l'azienda è continuata a crescere  e sono arrivati anche altri vini, tra i quali rimarchiamo un profumatissimo Rosato a base di Aleatico, una Falanghina fresca e piacevole, un Aleatico dolce naturale che affonda le radici nella storia dell'enologia della Murgia. Certo, siamo agli inizi e Filippo non si nasconde le difficoltà, ma è partito con il piede giusto e siamo ottimisti sull'arrivo di buone conferme. Una di queste è senz'altro il Primitivo 16°, vino secondo noi riuscitissimo anche se forse messo un po' messo in ombra dal clamore suscitato dall'eccelente “17°" celebrato da Veronelli. Qualcuno si potrebbe spaventare guardando il grado alcolico (salvo poi a consumare disinvoltamente un paio di bicchierini di superalcolico a fine pasto…), ma –  ribadito ogni appello ad un consumo accorto e responsabile - quella sull'alcol ci sembra talvolta una disputa accademica, soprattutto sul Primitivo che è naturalmente un vitigno generoso. Sull'impalcatura di questi 16°  alcolici  è stato realizzato un corpo poderoso che sostiene una ricca massa di aromi e sapori: all'olfatto l'epressione di frutta pienamente matura (more, ciliege e fragole)  tipica del vitigno incontra una netta nota di viola mammola e tutti profumi della Murgia (c'è l'imbarazzo della scelta tra le erbe aromatiche le note balsamiche); all'assaggio la potenza non sconfina in sensazioni brucianti o spigolose (ottimo il bilanciamento delle componenti acide), ma replica il naso e riempie la bocca, che va avanti e avanti in durata. Un vino che, peraltro, mostra all'assaggio di non voler cedere a facili tentazioni falsamente marmellatose e mantiene invece un profilo nobilmente asciutto, con una lunga scia sapido-minerale. Pugno di acciaio in guanto di velluto. Questo Primitivo ci lascia estremamente soddisfatti e, per questo, lo sconsigliamo vivamente a coloro i quali, pavidamente, hanno sempre uno schema astratto e immodificabile in cui incasellare ogni bicchiere, senza tener conto di tipicità, storia e curiosità. Per costoro questo vino sarebbe troppo. Al contrario, questo vino è per chi ama il carattere, il territorio (qui c'è la nota del suolo calcareo, l'altitudine, la forza di un vecchio vigneto e la capacità umana di interpretare tutto questo) e - perché no? - l'emozione. In tal caso, dopo esservi fatti preparare un coscio di agnellone al forno come tradizione comanda (i nostri vecchi ottenevano una speciale gratinatura a fine cottura spolverando con del pecorino grattugiato la carne che, rimessa in forno per qualche minuto, si rivestiva di una gustosa crosta croccante), potrete stappare questa bottiglia per la gioia vostra e dei vostri commensali. 
a cura di Duccio Armenio
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