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SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
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Titolo Cacc’e Mitte di Lucera DOC Agramante 2007 Petrilli |
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Data 17/4/2009 |
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Nel mondo di Bacco ci si può affacciare per curiosità e interesse. C'è chi è stato spinto dal sogno dell'ambizioso recupero dei vecchi vigneti di famiglia, abbandonati o precedentemente condotti senza entusiasmo; altri hanno perseguito un'ottica solo commerciale, improntata a rapidi guadagni senza progetti ponderati e lungimiranti. Il vino - e la storia - di cui parliamo stavolta è davvero lontano da questi due percorsi appena descritti (il primo chiaramente virtuoso, il secondo no) perché il personaggio che ne è l'artefice ha i piedi ben piantati nella terra da sempre. Infatti Paolo Petrilli si definisce, con un tono di signorile modestia, semplicemente un agricoltore; nella realtà, basta uno scambio di poche parole per capire quanto impegno quest'uomo colto e gentile, sensibile alle tematiche della sostenibilità ambientale, abbia dedicato alla Capitanata, come pure testimoniato dall'impegno profuso negli organismi di categoria e nei consorzi locali. L'azienda agricola, ormai in capo alla famiglia da un secolo, è famosa per l'ottimo grano e gli ortaggi, tra i quali spiccano gli eccellenti pomodori che portano in giro per l'Italia e all'estero il nome della Contrada Motta della Regina. Fare agricoltura in Puglia senza uliveti e vigneti è quasi un sacrilegio e la famiglia Petrilli non solo non ha voluto andar contro la tradizione, ma si è anzi votata al recupero di una storica DOC: il Cacc'e Mitte di Lucera, vino rinomato in passato più per la sua forza che non per finezza e qualità. Il progetto di Paolo Petrilli è presto detto: varietà autoctone (Uva di Troia, Montepulciano, Sangiovese e Bombino), allevamento a cordone speronato con una densità di 5.000 viti per ettaro, una resa contenuta (circa kg 1,2 per pianta), vendemmie e vinificazioni separate, diraspature e pressature soffici, fermentazioni a temperature controllate con rimontaggi e delestage. Affinamento in acciaio; il vino non è filtrato.Il vigneto è di concezione recente ma, come lo stesso “agricoltore" ammette con una punta di soddisfazione, il passare del tempo e la crescente maturità delle piante stanno cominciando a dare i risultati sperati. Il vino porta un nome letterario: Agramante, Re dei Mori d'Africa e antagonista di Carlo Magno e dei suoi Paladini. La degustazione dell'annata 2007 ne conferma l'importanza, perché si tratta di un vino davvero ben fatto. Colore rubino brillante di buona fittezza e consistenza; un naso che rivela nettamente foglia di tabacco, spezia dolce, frutta matura (susina) e confettura di frutti rossi. In bocca è un velluto, non c'è spigolo alcuno, tutto ben calibrato, con un'acidità rinfrescante, un tannino presente ma rotondo, il giusto calore di un bel vino del Sud, un fin di bocca sottile e fine, con una piacevolissima scia austera che dona un'ottima persistenza. Un vero peccato che questo Agramante sia più noto all'estero che in Patria: basti pensare che qualche degustatore straniero lo ha paragonato ad un buon Cote du Rhone, ma meno caldo e più elegante (che bel complimento!). C'è anche chi ne ha parlato definendolo “wonderfully complex…balanced with soft, round and silky tannins...a wine of great clarity and expression".. e scusate se è poco! A questi meritati elogi uniamo sinceramente i nostri per quello che si è dimostrato essere uno dei migliori vini rossi del territorio foggiano, sicuramente capace di spiccare nell'intero panorama enologico regionale. Rubiamo a questo eccellente Cacc'e Mitte – che è peraltro vestito da una etichetta bellissima e solare - le ultime righe per riferire che Paolo Petrilli ha recentemente ridisegnato l'altro suo rosso, Il Guerro Daunia IGT, un Uva di Troia in purezza che promette di voler seguire da vicino le orme regali del fratello maggiore. Ad maiora!
a cura di Duccio Armenio |
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