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SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
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Titolo Livruni Tarantino Rosso IGT 2008 - Vetrere |
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Data 20/6/2009 |
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Siamo più volte ritornati sul Primitivo di Manduria e su quello di Gioia del Colle per il fermento che ha attraversato queste due denominazioni; tuttavia, non vorremmo che questo sia stato inteso come disattenzione verso i Primitivi prodotti in altre zone della nostra Regione, perchè se ne possono trovare di buonissimi in tutta la Puglia, con stili e timbri territoriali diversi. Ed in effetti, tra le tante interpretazioni, questa volta ci soffermiamo su una apparentemente più leggera e semplice ma – secondo noi – riuscitissima. Infatti, quando ci si imbatte in un vino come Livruni, Primitivo in purezza dell'Azienda Vetrere, l'approccio alla degustazione è immediato, piacevole: dopo il primo assaggio può scappare uno spontaneo “com'è buono!", senza star troppo a indugiare su quegli aspetti su cui i degustatori spesso amano insistere, talvolta anche con eccessivo impegno. Un approccio del genere, va detto subito, non è affatto un errore ed anzi è quello più diffuso presso il consumatore medio; tuttavia vogliamo solo suggerire – quasi sottovoce - come dietro tanta piacevolezza si celi la mano attenta di Annamaria e Francesca Bruni, titolari della bella azienda di Monteiasi che, oltre al vino, produce uno squisito olio extra vergine d'oliva da coltivazioni biologiche. Le sorelle Bruni – che, quando vogliono, sanno realizzare vini di maggior peso e importanza, come il Primitivo Barone Pazzo – hanno da tempo dimostrato di saper confezionare anche eccellenti prodotti “base" che sanno porgere una bella freschezza, pulizia, fragranza ed equilibrio. Vini tutt'altro che banali, dal Rosato Taranta al Tempio di Giano, a base di negroamaro, la cui naturalezza all'assaggio è segno di un compiuto governo della tecnica produttiva. Né possiamo tacere un bellissimo tris di bianchi (Laureato, Finis Terrae e Crè) che dimostra come, applicando cura e precisione, anche la calda provincia tarantina possa esprimere vini bianchi di ottima fattura.
Tornando al nostro Livruni, quello che piace e conquista di questo vino è l'espressione equilibrata lo rende senz'altro un modello originale di Primitivo. Piacerà molto a chi predilige i toni fruttati (che il vitigno porge già da solo) espressi con una grazia ed un compostezza che non ne rendono troppo impegnativa la bevibilità. Tutto è ben bilanciato, il sostegno acido ed alcolico è ben centrato, il tannino levigato, il frutto è pieno, pulito e croccante, di buona intensità e persistenza. Insomma, un vino buonissimo al gusto, intelligente nella concezione e realizzazione tecnica e – cosa che non guasta – con un packaging lineare e moderno. Ci sentiamo di consigliarlo vivamente - anche in una serata appena fresca della prossima estate – con le melanzane alla parmigiana, sul coniglio alla cacciatora, come pure su una ricca zuppa di mare alla gallipolina e sulle paste con pomodoro, olive e profumate erbe mediterranee. La soddisfazione è assicurata.
a cura di Duccio Armenio |
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