Vacca podolica del Gargano
Quando si parla delle razze bovine italiane, probabilmente si pensa che la loro origine si perda nella notte dei tempi. In realtà, la maggior parte di queste razze nasce attorno alla metà del XIX secolo. E' in quegli anni infatti che, in seguito alla introduzione di ceppi genetici provenienti da altri paesi e agli incroci con quelli autoctoni, si ottengono le razze che tutti conosciamo: la Chianina, la Piemontese, la Romagnola, eccetera. Ed è anche in quel periodo che si delinea la grande divisione zootecnica del nostro paese: il Nord Italia privilegia lo sviluppo di bovini da latte e da carne, il Sud conserva razze dalla spiccata attitudine al lavoro e in subordine da carne. Le ragioni di questa divisione sono intuitive: là dove esistono produzioni foraggere abbondanti e dove la meccanizzazione dell'agricoltura è più spinta, l'allevamento bovino si specializza nell'utilizzazione casearia e da carne. Al sud invece, dove l'arretratezza dello sviluppo agricolo e le condizioni climatiche e di alimentazione sono particolarmente difficili, la Podolica costituisce una risorsa importante come forza lavoro, grazie alle sue caratteristiche di rusticità, di frugalità e di resistenza. Animali che discendono direttamente dal bos primigenius o Uro, di certa origine asiatica, arrivato nel nostro paese probabilmente in due ondate: la prima al seguito della migrazione indoeuropea proveniente dall'Asia centro-occidentale, la seconda con le invasioni barbariche del tardo impero romano. Di sicuro già dal V sec. d.C., questo tipo genetico era diffuso in tutta la Penisola, dall'Istria alla punta della Calabria, ma si affermò soprattutto in Puglia e, in particolare, sul Gargano, assumendo anche il nome di bovino “Pugliese". Se la straordinaria adattabilità della razza Podolica, la sua resistenza alle malattie e la sua rusticità ne favoriscono inizialmente la capillare diffusione su tutto il territorio, proprio le sue caratteristiche poco “moderne" (scarsa attitudine alla stabulazione, produzione di latte minima, carni sapide ma tendenzialmente fibrose e dure) ne stanno provocando la vistosa riduzione. Oggi è presente soltanto nelle regioni meridionali (Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) e, perdipiù, largamente meticciata. Se nel 1983 se ne potevano contare circa 100 mila esemplari puri, oggi sono soltanto 25 mila i capi registrati nel libro genealogico della razza. Per promuovere la conoscenza e la valorizzazione di tutta la produzione biologica del Gargano e in particolare della carne podolica (che è naturalmente biologica), è nata l'Associazione Biogargano. Di Biogargano fa parte anche il Consorzio Agrozootecnico “L'Orchidea", nato nel febbraio del 2001. Questi due soggetti concorrono a chiudere la filiera della Podolica, seguendo le fasi di macellazione e commercializzazione.
A tavola
La Podolica è una razza allevata allo stato brado e quindi offre non solo un latte particolarmente aromatico, ma anche carni sapide, sane, ricche di sali minerali. Carni difficili per il consumatore moderno, perché non riconducibili ai canoni estetici comuni: il grasso è giallo (perché gli animali magiano erbe ricche di carotene, sostanza assente nei mangimi e negli insilati); la consistenza è più fibrosa; il gusto è più intenso e caratterizzato.
Area di produzione Puglia
Promontorio del Gargano (provincia di Foggia)
Presidio sostenuto da
Parco Nazionale del Gargano
Responsabili del Presidio
Giuseppe Bramante
Tel.: 0882 456288 giuseppebramante@tiscali.it