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SLOW FOOD ITALIA - Congresso Nazionale 2010
   
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Pagine: 916
Edizione: 2011
 
   
  SLOW WINE 2011
Autore: Fabio Giavedoni - Giancarlo Gariglio
Pagine: 0
Edizione: 2011
 
Titolo I vitigni autoctoni pugliesi
Data 8/7/2007

I Vitigni autoctoni pugliesi a "Figli Di Un Bacco Minore? 2007"

Il tema dei vitigni autoctoni è oramai da qualche anno uno dei temi più gettonati tra gli appassionati e gli operatori di settore del mondo del vino. Da qualche anno, dopo l'ondata del gusto internazionale - che, ricordiamolo, non è legato al solo impiego di varietà non locali, ma anche a tecniche di produzione - ci si è accorti che le varietà autoctone costituiscono l'espressione più  vera e autentica del territorio. La valorizzazione delle nostre varietà è la migliore risposta da opporre a chi crede nella mera tecnologia, sganciata da un sano rapporto con l'ambiente, dalla difesa della biodiversità e dalla cultura del "saper fare vino" (per i produttori)  o di riconoscerlo come tale  (per i consumatori). La tutela del patrimonio ampelografico locale, peraltro, è una strategia vincente anche da un punto di vista commerciale e sociale, in quanto agevola la salvaguardia per le aziende a forte vocazione locale.  Attenzione:  non vogliamo affermare che è necessario tout court rinunciare alle varietà "internazionali". Va infatti riconosciuto come  la sperimentazione, il confronto, lo studio hanno poi effettivamente portato beneficio anche nell'impiego delle cultivar indigeni; tuttavia, come sempre, la strada migliore resta quella improntata a  criteri di ragionevolezza e di rispetto delle vocazioni locali, evitando lo snaturamento del territorio.


Nel dibattito sui vitigni autoctoni Slowfood , proprio per i suoi principi fondamentali, è stata sempre all'avanguardia, promuovendone per prima le ragioni culturali, ambientali e produttive e  coniugando la biodiversità all'attenzione verso le specificità territoriali e le esperienze dei produttori del luogo. Per averne la riprova, basta sfogliare la "Guida ai Vitigni Italiani" edita dalla nostra Associazione, catalogo completo delle varietà nazionali; anche nel "Salone del Gusto" di Torino, la più importante manifestazione internazionale sul sapere e sui sapori, tutti i laboratori hanno una marcata territoriale.
Soprattutto,  Slowfood  organizza la più "antica" e ampia rassegna sui vitigni autoctoni, che si tiene ogni anno ai primi di giugno nello splendido Chiostro del Convento di San Francesco a Bagnacavallo. Il titolo è volutamente provocatorio: "Figli di un Bacco minore?" e  rivela l'attenzione riservata ad un tema, all'epoca della prima edizione,  non ancora sviluppato. Sulla scia della manifestazione di Bagnacavallo sono seguiti numerosi "tentativi di imitazione" (se ci è concesso richiamare, con un sorriso, il motto nella nota intestazione della "Settimana Enigmistica"), sia di carattere nazionale che locale. Tali eventi sono senz'altro benvenuti, allorquando intendono proporre spazi per costruttivi approfondimenti. Tuttavia, nell'ormai ampio panorama di manifestazioni,  "Figli di un Bacco minore?" (sito internet: www.figlidiunbaccominore.it) resta tutt'oggi un unicum e non solo per essere stata la prima manifestazione sul tema dell'autoctono. In primis, ci sono i numeri che parlano da soli: la presenza di circa  900 vini espressione di 325 vitigni autoctoni in rappresentanza di 492 cantine testimoniano un primato, per rappresentatività e completezza; difficilmente si può trovare una così ampia concentrazione e rappresentatività del panorama enologico italiano. Si tratta quindi di una vera rassegna della bioversità nazionale pienamente accessibile al pubblico: ed è infatti è questa la seconda peculiarità che contraddistingue la rassegna di  Bagnacavallo. Chiunque acceda al Chiostro di San Francesco può assaggiare tutti i vini presenti scegliendo tra nomi blasonati e microproduttori artigianali, da un Barolo del cru Cerequio fino alla Minnella siciliana. La manifestazione è, per definizione, all'insegna della democrazia culturale e del gusto. L'immediatezza del contatto tra il vino ed il  popolo dei consumatori   consente, grazie all'impressionante possibilità di scelta,  opportunità di scoperta e confronto raramente riscontrabili altrove. Anche per questo, mescolati agli altri visitatori non fanno mancare la loro presenza enologi, tecnici, giornalisti e addetti commerciali. Una terza caratteristica originale della manifestazione di Bagnacavallo è quella di essere aperta all'iniziativa dei Produttori: accanto a coloro i quali sostengono da anni questa iniziativa, chiunque può aderire liberamente alla rassegna proponendo i propri vini a base autoctona. Nessuno è escluso a priori, anzi è benvenuto. Anche la consueta formula delle degustazioni-laboratorio è interpretata in maniera del tutto particolare: si tratta di un vero e proprio contatto in presa diretta con chi produce e racconta  la propria esperienza di vignaiolo che interpreta la terra, il clima, la vite, il "saper fare vino".

A un circa un mese circa dalla chiusura dell'edizione di quest'anno (dall'1 al 3 giugno scorsi) è ora possibile fare un bilancio a mente fredda. La manifestazione  ha confermato e superato i precedenti successi: un pubblico numeroso, curioso e molto competente si è presentato  ai banchi d'assaggio regionali ed agli incontri tematici non solo per gustare ma anche per porre tante domande, tutte pertinenti e significative, a testimonianza dell'alto livello di preparazione oramai diffuso. Osservando questa qualificata partecipazione si intuisce uno dei motivi che ha decretato il successo di Bagnacavallo, in pieno spirito Slow: qui chiunque, dal semplice curioso all'operatore professionista,  riesce ad essere davvero vicino al vino per capire, apprendere e approfondire in via diretta, interagendo con gli ospiti e con il supporto offerto dai relatori dell'Associazione. In questo scenario, gli eventi tematici sono stati un grande successo, grazie alla testimonianza dei produttori ospiti.  In apertura ha fatto gli onori di casa la verticale del "Pruno", il famoso Sangiovese di Romagna di Drei Donà; emozionante l'incontro con Graziano Prà,  personaggio di grande spessore che ha esposto con passione la sua personale visione "etica" del Soave. Superiore alle pur elevate aspettative iniziali si è rivelata la rassegna del Tocai Friulano nell'interpretazione di cinque aziende in rappresentanza dei più vocati territori friulani; interessantissimo il panorama sul Lambrusco, vino apparentemente facile ma che offre ricchi spunti di interesse anche agli appassionati più esperti. Pieno di stimoli tecnici è stato l'incontro con il duo Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, che hanno proposto un'attenta riflessione sulle corrette tecniche di potatura in vigna. Strepitosa e stupefacente - non ci sono altri termini - la verticale dell'Amarone Classico di Bertani: si partiva dall'annata 1964, in splendida forma. E la Puglia? Senza timori di fare retorica, l'edizione appena conclusa ha portato la nostra regione alla ribalta come mai prima d'ora. Il banco d'assaggio regionale è stato preso letteralmente d'assalto dai visitatori che hanno apprezzato i nostri vini e posto numerose domande agli addetti, a testimonianza di un livello di preparazione alto e di uno specifico interesse per la nostra regione.  Due le degustazioni tematiche destinate alla Puglia, coronate da un'adesione di pubblico numerosa e attenta. L'onore del debutto - si è trattato della prima assoluta per la nostra Regione in cinque anni di manifestazione -  è toccato al Falcone, il famoso Castel del Monte Rosso  di Rivera, senz'altro un grande classico della nostra enologia. Grazie alla cortese disponibilità della famiglia De Corato (Sebastiano ha macinato 1.300 km in auto in un solo giorno per poter essere presente!) è stata realizzata una "verticale" ventennale: sei annate comprese tra 1983 al 2003, una vera rarità visto che solo da poco si sta diffondendo presso le nostre aziende l'abitudine di conservare alcuni lotti di produzione per destinarle ad eventi come questo. E' stata un'occasione impedibile per ricostruire la storia del vino unitamente alle riflessioni sulla conduzione in vigna e sul lavoro in cantina che hanno ne accompagnato la concezione, anche attraverso un'ampio e specifico approfondimento - ricco di elementi storici, ampelografici e tecnici - sull'Uva di Troia, tornata da qualche tempo all'attenzione dei produttori per le vinificazioni in purezza. L'altro evento ha visto protagonista il Negroamaro e le sue declinazioni - rosato, rosso e vendemmia tardiva - nell'interpretazione dell'Azienda Monaci di Copertino. La sapienza enologica di Severino Garofano, pure messa in risalto dal comunicato stampa ufficiale emesso al termine della manifestazione, ha consentito di fare il punto, in modo piano e rigoroso, non solo sul nobile vitigno, ma anche sulle specificità territoriali del Salento, per poi spaziare prima su scenari regionali fino ai temi di più stringente attualità che investono il rapporto tra produzione e consumo. L'ampio dibattito apertosi in seguito e sviluppatosi tra gli assaggi del rosato Girofle, del didattico Eloquenza e del campione Le Braci sono stati coronati d un lungo applauso finale rivolto a Garofano, tributato per la semplicità con la quale l'Ospite venuto da Copertino ha reso accessibili concetti davvero ponderosi, con un excursus che, partendo dal Tacco d'Italia, è arrivato a Vosne-Romanèe. E' appena ovvio menzionare la circostanza che il grande successo di questi due eventi speciali ha  contribuito a irrobustire ulteriormente il già cospicuo affluso di visitatori-degustatori al banco di assaggio pugliese, con beneficio per tutta la Puglia del Vino.

In conclusione quella di quest'anno è stata un'edizione di "Figli di un Bacco minore?" piena di soddisfazioni; l'immagine del nostro territorio ha guadagnato una più elevata considerazione e si è arricchita nel confronto con  le esperienze apportate dalle altre Regioni. Possiamo assicurarvi che stiamo già lavorando per  mantenere in piena luce la Puglia del Vino anche nella prossima edizione 2008. Ci obbligano a questa promessa sia l'amore per la nostra Terra, sia la gratitudine verso i  Produttori Pugliesi presenti (l'elenco completo, assieme ai comunicati stampa ed a  tutte le altre informazioni,  è sul sito
www.figlidiunbaccominore.it) che hanno reso possibile - assieme al nostro modesto impegno - il successo di quest'anno.
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